La lettura del libro La mafia uccide d’estate a firma del Segretario del PDL On. Angelino Alfano mi ha suscitato alcune osservazioni, in particolare il capitolo dove parla di “giustizia civile”. Questo capitolo mi ha colpito dal punto di vista professionale poiché, essendo avvocato civilista da oltre 20 anni, varco abitualmente la soglia dei Tribunali ogni mattina.
Il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, nel corso della recente audizione al Senato della Commissione bicamerale antimafia, ha lanciato un allarme sulla presenza della criminalità organizzata al Nord. Il ministro ha definito poco attuale e fuorviante l’analisi secondo la quale l’infiltrazione al Nord riguarderebbe principalmente il riciclaggio e il reinvestimento di capitali illeciti.
Si torna a parlare di cittadinanza. L’argomento è tornato di spinosa attualità, con particolare riferimento ai nati in Italia da cittadini stranieri. I nati in Italia giuridicamente stranieri sfiorano i 600mila e i minori stranieri che risiedono in Italia sono quasi un milione. Nell’ambito dei vari progetti di riforma della legge sulla cittadinanza, la n. 91 del 1992, il punto focale è proprio quello dei nativi.
La scomparsa dei partiti tradizionali che hanno segnato i primi cinquant’anni della storia italiana ha avuto come conseguenza l’affermazione di un sistema politico in cui i partiti si immedesimano con le figure dei loro leaders.
Venerdì 7 ottobre la Fondazione Magna Carta e l’Associazione Libero Arbitrio, in collaborazione con l’Associazione Valori e Libertà, hanno presentato il convegno: “Africa Settentrionale e Medio Oriente: rischi, opportunità e nuovi equilibri internazionali”. Per una lettura realistica delle rivolte arabe e per capire cosa stia realmente accadendo nel Vicino Oriente e nei Paesi del Golfo Persico, dal Baharain allo Yemen.
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